Che nell’anno domini 2009, in piena società dell’immagine, l’equilibrio personale di uomini e donne sia legata all’aspetto del proprio corpo non stupisce più. Ma che l’autostima delle italiane dipenda oggi dalla taglia del reggiseno, è un fatto che dovrebbe indurre a riflettere. A rivelare l'insoddisfazione delle connazionali è stata un'indagine realizzata dalla Swg su 500 donne tra i 16 e i 45 anni dalla quale risulta che il 49% delle intervistate considera un seno prosperoso come un mezzo per aumentare l'autostima.
Insoddisfatte per proprio fisico - In generale una donna su tre non è contenta delle forme troppo generose e non toniche di pancia e fianchi. Le più insoddisfatte sono le casalinghe che si considerano perseguitate dalle immagini di attrici e modelle magrissime ma pettorute onnipresenti su cinema, tv e pagine patinate.
La soluzione è la chirurgia estetica - Tra le minorenni ben il 36% non si piace, e il 17% “punta il dito sul proprio seno", sostiene Alessandra Dragotto, ricercatrice Swg. E siccome l'insoddisfazione è un ottimo stimolo alla ricerca del bisturi, non c'è da stupirsi se circa un terzo delle donne si dichiara disposta a ricorrere al chirurgo, pur di rimodellare un seno cadente o dare volume a una scollatura non esattamente generosa.
Stop all’invecchiamento - Risultati simili per ciò che riguarda la cura del viso e la lotta alle rughe. Per combattere i segni del tempo il 19% delle intervistate tra i 18 e i 24 anni ricorrerebbe volentieri a filler e botulino, percentuale che sale al 43% nelle over 35. Ma solo il 41% delle intervistate (e appena il 12% delle giovanissime) li considera vere e proprie terapie mediche e solo 6 su 10 si rivolgerebbero a un medico specializzato.
Maschi dal chirurgo estetico - Manie dalle quali non sono immuni gli uomini: ogni anno circa 180mila italiani ricorrono al bisturi per correggere qualche difettuccio fisico. Di questi 5mila riguardano interventi di mastoplastica correttiva. E si tratta di stime per difetto visto che dalla ricerca è emerso come oltre il 30% di chi si dichiara meno propenso al bisturi riconosca che si vergognerebbe ad ammettere l'intervento.